XXXI Giornata nazionale della memoria e dell’impegno a Torino

La necessità di coltivare la memoria e la scelta di coltivare i terreni confiscati alle mafie non potevano che congiungersi nel più naturale degli innesti.

Da questa unione è nata la Valle del Marro - Libera Terra, che oggi, nella XXXI Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ricorda con forza, insieme a Libera e a tutti i familiari delle vittime riuniti a Torino, che “la memoria non è un gesto solitario, ma un impegno condiviso che unisce storie, nomi e vite spezzate”.

La nostra cooperativa ha sempre inteso il proprio impegno come un contributo a cambiare la mentalità del territorio e a offrire alternative di vita: un modo per riprendere il filo spezzato di quelle vite e ritesserlo sul "telaio" di una nuova storia, che mira a liberare il territorio dalle mafie e dal peso oltraggioso dell’indifferenza.

Creare lavoro vero sui beni confiscati è stato ed è, per noi, un altro modo di rielaborare, in funzione della cittadinanza attiva, le storie delle vittime innocenti.
Come  lo è stato anche creare, nel 2022, una Scuola Etica e Libera di Educazione allo Sport, la S.E.L.E.S. Polistena. Siamo convinti infatti che anche lo sport possa essere un potente strumento per educare i giovani ai valori della legalità democratica, della giustizia sociale e della cura del territorio.
 
valle del marro 21 marzo polistena libera 01
 
Con il lavoro sui beni confiscati e con lo sport etico, la  Valle del Marro Libera Terra e la S.E.L.E.S. s'impegnano quotidianamente a fare  memoriale delle vittime innocenti, promuovendo e sostenendo la più eretica delle proposte: la “restanza”.
 
La scelta di restare in Calabria è la più difficile, forse la più lacerante, ma è l'unica che può raccogliere il frutto della libertà dalla memoria che non demorde nella richiesta di verità e giustizia. Perché ricordare le vittime come "persone sempre vive", sul terreno confiscato come sul campo di calcio,  significa non stancarsi mai di piantare il seme dell’impegno anche nella terra considerata più arida, ma dove più «rincavagna la speranza» (Dante).

Ai giovani di Polistena e a tutti i calabresi che partecipano al 21 marzo a Torino chiediamo di raccogliere il testimone dalle voci dei familiari delle vittime, che hanno sempre raccontato come, per i loro cari, restare in Calabria e lottare per la giustizia fosse una ragione di vita. Un modo per non arrendersi alla morte spirituale.