Il Prefetto Vaccaro visita la Valle del Marro e il Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi

Focus su lavoro, legalità e inclusione.

Visita istituzionale per il Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, che ha incontrato i soci della cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra e gli operatori del Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi, entrambi realtà simbolo di legalità democratica e riscatto sociale nella Piana di Gioia Tauro.

«La mia presenza qui è il preludio ad altre iniziative della Prefettura, con l’obiettivo di coinvolgere i giovani calabresi in un percorso di cambiamento positivo della terra in cui vivono», ha dichiarato il Prefetto. Vaccaro ha sottolineato come il cambiamento non nasca da continui atti di forza, ma dalle scelte della società civile, e ha richiamato l’attenzione sul fatto che permane uno “zoccolo duro” che sostiene indirettamente la ’ndrangheta. Secondo il Prefetto, i giovani possono fare la differenza, ma solo se coinvolti in progetti concreti sui beni confiscati; in caso contrario rischiano di restare passivi o di lasciare la Calabria.

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Domenico Fazzari, socio fondatore della Valle del Marro, ha ricordato come la scelta di impegnarsi sui terreni confiscati sia stata ispirata da adulti responsabili e abbia portato alla creazione di lavoro dignitoso, opportunità per i migranti e progetti di giustizia sociale. «Oggi vogliamo offrire nuove prospettive alle giovani generazioni – ha spiegato Fazzari – e chiediamo il sostegno concreto delle istituzioni e delle forze dell’ordine».

Don Pino Demasi, parroco di Polistena e referente territoriale di Libera, ha evidenziato come negli ultimi dieci anni il processo di cambiamento sia rallentato: i giovani sognano di partire, la società civile appare disorientata e la lotta alle mafie è spesso assente dall’agenda politica. «Il principio guida rimane quello di “restare per cambiare, cambiare per restare”», ha affermato il parroco, confermando la volontà di continuare a lavorare educativamente, nonostante le difficoltà oggettive.

La visita del Prefetto Clara Vaccaro è iniziata negli uliveti confiscati di Baronello e Quarantana, a Oppido Mamertina, assegnati alla cooperativa Valle del Marro – Libera Terra dal 2005. Durante il sopralluogo sono state illustrate le attività agricole biologiche, che danno lavoro nel corso dell’anno a circa 30 persone, e i progetti di inclusione socio-lavorativa dei migranti, avviati dopo la rivolta di Rosarno.

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Fazzari ha evidenziato le difficoltà nella gestione dei beni confiscati, tra danneggiamenti, furti e ostacoli burocratici. Il Prefetto ha assicurato che le criticità segnalate dalla cooperativa sono state portate all’attenzione della sottosegretaria Wanda Ferro e che esiste grande attenzione istituzionale su questi temi.

La visita è proseguita presso il centro aziendale della cooperativa, dove il Prefetto ha incontrato soci e dipendenti, esprimendo apprezzamento per il loro impegno e soprattutto per i ruoli di responsabilità delle donne che vi lavorano. L’incontro si è concluso con la presentazione della storia e dei valori della Valle del Marro e una degustazione dei prodotti biologici Libera Terra, tra cui l’olio extravergine di oliva, molto apprezzati dai presenti.

Il Prefetto Clara Vaccaro ha proseguito la sua visita al Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi di Polistena, bene confiscato alla mafia e oggi gestito dalla Parrocchia S. Marina Vergine in collaborazione con la cooperativa Valle del Marro – Libera Terra, il Servizio civile universale e l’associazione sportiva S.E.L.E.S.

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Don Pino Demasi ha ricordato le origini del Centro, nate trent’anni fa con l’edizione “Guarda che ti riguarda” dell’Estate Ragazzi, e ha sottolineato come il palazzo, un tempo simbolo del potere mafioso, sia oggi luogo di educazione e inclusione per bambini e adolescenti, anche figli di migranti. La ristrutturazione, finanziata con fondi privati, ha trasformato l’immobile in un vero e proprio incubatore di opportunità, ospitando doposcuola, centro di aggregazione giovanile, biblioteca, museo dei presepi, ostello e spazi per formazione, sport, cittadinanza attiva e per la futura vendita di prodotti bio.

La visita del Prefetto ha rappresentato un importante riconoscimento istituzionale del valore dei beni confiscati come strumenti concreti di riscatto sociale, di sviluppo sostenibile e di affermazione della legalità democratica nella provincia di Reggio Calabria.