Ennesimo Furto di Arance su un Terreno Confiscato: la cooperativa sociale Valle del Marro di nuovo nel mirino

Nella mattinata del 12 dicembre, i soci della cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra hanno scoperto un altro grave furto di arance su un altro terreno confiscato, sito in località Sovereto, nel Comune di Gioia Tauro. Si tratta del terzo furto agricolo in poche settimane: un attacco sistematico che sta mettendo a dura prova l'attività della cooperativa, impegnata nella raccolta e commercializzazione delle sue produzioni agricole.
Il furto, che ha sottratto circa 100 quintali di arance, si aggiunge a quelli precedenti, per un valore complessivo che ammonta a circa 25.000 euro. Un danno economico pesante che, secondo i rappresentanti della cooperativa, rischia di diventare insostenibile. Sul caso sta indagando il Commissariato di Polizia di Gioia Tauro.
"Siamo una cooperativa sociale che da 21 anni lavora su terreni confiscati alla mafia", dichiara Domenico Fazzari. "Questa serie di furti, come tutti i danneggiamenti passati, puntano a scoraggiare l’iniziativa imprenditoriale proprio sui beni confiscati, per far credere che il loro utilizzo sia destinato ad essere fallimentare. Non abbiamo nessuna intenzione di mollare, sia chiaro. Certe scelte iniziali non si mettono in discussione. Tuttavia, è altrettanto vero che, con questo ritmo di azioni criminali, diventa ogni giorno più difficile risollevarsi economicamente."
“La nostra attività non è solo agricola: è una missione sociale. Ogni frutto raccolto e venduto rappresenta un passo avanti nella lotta culturale contro la mentalità mafiosa e per la costruzione di un’economia sana e inclusiva", commenta Antonio Napoli, un altro socio della cooperativa, che esprime tutta l’amarezza per l'accaduto. “E’ veramente un annus horribilis per tutti coloro che vivono dignitosamente grazie al lavoro in cooperativa”.
La Valle del Marro è una delle realtà storiche di Libera Terra, il progetto che vede impegnate nel Sud d’Italia diverse cooperative sociali nella valorizzazione dei terreni agricoli confiscati alla mafia, per trasformarli in risorse che generano valore condiviso e bene comune. Le produzioni, tra cui gli agrumi, vengono vendute attraverso canali importanti come Unicoop Firenze e i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) del centro e nord Italia, che supportano l’imprenditoria responsabile e l’economia legale.
I recenti furti, e la lunga serie di atti criminali subiti nel corso degli anni, non rappresentano solo un danno per l’economia della cooperativa, ma sono anche un vero e proprio attacco allo Stato: i beni ripetutamente colpiti sono infatti beni pubblici. Un attacco che tenta di minare un percorso di riscatto sociale ed economico, intrapreso da Istituzioni e società civile proprio con la finalità di sottrarre risorse economiche alla mafia per restituirle alla collettività, secondo l’intuizione di Pio La Torre e di Libera.
"Non ci faremo scoraggiare da questo accanimento criminale", ribadiscono i soci. "Ogni danno subito ci rende moralmente più forti, perché siamo convinti che la nostra battaglia e il nostro metodo siano quelli giusti. Chiediamo che queste ripetute aggressioni ai terreni confiscati non restino impunite e che vengano adottate tutte le misure necessarie per proteggere i beni. Inoltre, facciamo appello al massimo supporto da parte delle istituzioni, della cittadinanza e delle reti solidali, ma anche al contributo concreto di tutti quei calabresi che, a malincuore, sono stati costretti a lasciare la loro terra e che non vogliono vederla abbandonata a sé stessa. Solo la forza di questa rete, unita e determinata, potrà permettere alla nostra cooperativa di continuare serenamente il suo impegno sui beni confiscati e di contribuire a costruire, nella Piana di Gioia Tauro, un futuro libero dalla mentalità mafiosa."



