Dalla parte giusta della terra

Un viaggio nella legalità agricola e nell’impegno civile: la visita alla Cooperativa Valle del Marro – Libera Terra da parte di direttori di punti vendita Unicoop Firenze.
“Un viaggio intenso, umano, carico di significati” ha dichiarato Pino Giamba, buyer Ortofrutta Unicoop Firenze. Nel maggio 2025, venti direttori di punto vendita di Unicoop Firenze, accompagnati da colleghi della Direzione Merci e della Direzione Persone, si sono recati nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria, per conoscere da vicino l’esperienza della Cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra. Non solo un modello di agricoltura biologica, ma un progetto di rinascita civile ed economica che Unicoop Firenze ha scelto di sostenere, portando i prodotti bio della Valle del Marro sugli scaffali dei propri punti vendita e nelle case dei toscani.
Toccare con mano la legalità
L’esperienza è stata concepita come un’occasione di formazione e consapevolezza, volta a far luce sia sulle dinamiche virtuose che sulle criticità delle filiere agricole. I partecipanti hanno incontrato don Pino Demasi, parroco di Polistena e referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro, figura simbolo di una resistenza tenace e nonviolenta alla cultura mafiosa. Il suo impegno affonda le radici negli anni ’70, quando, a seguito del mancato sviluppo promesso dal cosiddetto pacchetto Colombo, la Piana fu travolta da un’ondata di delusione e rabbia: migliaia di ettari di clementine furono distrutti e il borgo di Eranova, dove don Pino era allora parroco, venne cancellato. Un’ingiustizia e una ferita profonde per il territorio, che segnarono l’inizio di un impegno civile mai venuto meno, a favore degli ultimi e dei giovani. Con la sua voce appassionata, il prete referente di LIBERA ha raccontato un territorio difficile ma pieno di speranza, animato da uomini e donne che ogni giorno scelgono da che parte stare.
Tra i momenti più toccanti, la testimonianza di Antonino De Masi, imprenditore coraggioso, costretto a vivere sotto scorta da anni per aver denunciato il racket mafioso. Un uomo che, con dignità e determinazione, continua a lottare per un’economia pulita e libera, come racconta nella sua autobiografia “Inferi. La storia vera di un sopravvissuto alla ’ndrangheta”. “Sono un imprenditore, un cittadino calabrese che rivendica il diritto a vivere in un paese libero. Il libro racconta l’attraversamento degli inferi, ma da vittorioso, dal punto di vista di chi alla fine ha visto le stelle”. Il core business della sua azienda, pesantemente minacciata e presidiata dall’esercito, è la produzione di macchine per la raccolta delle olive e della frutta pendente, alcune delle quali in uso presso la Valle del Marro – Libera Terra.
E ancora, l’incontro con Stefania Grasso, figlia di Vincenzo, imprenditore assassinato nel 1989 a Locri per essersi rifiutato di pagare il pizzo. Le sue parole hanno commosso profondamente i presenti, ricordando quanto la legalità sia una conquista che spesso ha un prezzo altissimo."Restare in questa terra e restare una persona perbene è l'unico modo di rispettare quello che ha fatto papà" dice Stefania, per anni referente di Libera per tutte le vittime innocenti delle mafie.
Sguardi oltre i confini
Il viaggio è proseguito con una visita alla baraccopoli di San Ferdinando, un ghetto dove vivono in condizioni di estremo degrado centinaia di migranti africani impiegati come braccianti stagionali. In un ex accampamento del Ministero dell’Interno, oggi abbandonato, questi uomini aspettano – spesso invano – un permesso di soggiorno che dia loro dignità e diritti. Un luogo che interroga le coscienze, mostrando il lato più oscuro delle filiere agricole “sporche” e l’urgenza di un cambiamento reale.
Infine, i direttori dei punti vendita di Unicoop Firenze hanno visitato la SELES, una scuola calcio nata non solo per formare atleti, ma cittadini. Un progetto educativo rivolto a bambini e adolescenti di un territorio ad alta emergenza educativa, che attraverso lo sport promuove valori di legalità, rispetto e inclusione. L’incontro si è concluso con una partita tra i giovani della SELES e i visitatori toscani: non una sfida, ma un gioco vero, fatto di sorrisi, complicità e voglia di stare insieme.
Un legame che cresce
La collaborazione tra Unicoop Firenze e Valle del Marro – Libera Terra è nata nel 2007, inizialmente attraverso progetti educativi, e si è consolidata negli anni con il sostegno alla commercializzazione dei prodotti della cooperativa, tra i quali l’olio evo e gli agrumi. “Avere sugli scaffali dei negozi Unicoop Firenze le nostre arance e clementine significa molto di più che proporre una buona spesa” dichiara Domenico Fazzari, socio fondatore della Valle del Marro. “Vuol dire sostenere una filiera etica e trasparente contro le mafie che spesso controllano l’ortofrutta; significa sostenere l’agricoltura pulita e sana contro un modello agricolo ormai insostenibile per l’impatto sull’ambiente; significa sostenere chi ha scelto di restare nella propria terra per educare le nuove generazioni a viverla con dignità, responsabilità e a scegliere, ogni giorno, da che parte stare.”
Fondamentale è stato anche il supporto della Fondazione Il Cuore si scioglie, che ha finanziato e continua a finanziare numerosi progetti sociali della cooperativa, dalla fattoria didattica all’inclusione lavorativa dei migranti, passando proprio per la scuola calcio SELES. A fianco, sempre presenti, le sezioni Soci di Unicoop Firenze, vero motore di solidarietà e partecipazione attiva.
Una traccia profonda
“Abbiamo condiviso con voi, anche se solo per un pezzettino, la difficoltà ma soprattutto l’entusiasmo e la bellezza di portare avanti, in un contesto difficile, progetti meravigliosi che permettono di coltivare e far crescere una splendida umanità” ha dichiarato Antonio Renzi, responsabile Formazione di Unicoop Firenze, rivolgendosi ai soci della Valle del Marro, a conclusione dell’esperienza. “Il viaggio in Calabria ha lasciato un segno indelebile in tutti i partecipanti. Non solo per la bellezza dei luoghi o per l’intensità degli incontri, ma anche per l’evidenza di una scelta possibile: quella di stare dalla parte giusta della terra. Lì dove ogni frutto racconta una storia di riscatto, ogni zolla è un gesto di coraggio, e ogni collaborazione è un passo verso un futuro più giusto.”
