UN VASTO INCENDIO NELL'ULIVETO CONFISCATO A SAN PROCOPIO

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3 luglio 2017 - Venerdì e Sabato scorsi, un pauroso incendio ha distrutto numerosi alberi secolari in un uliveto confiscato nel Comune di San Procopio.

La Valle del Marro coltiva il terreno dal 2009, e già nei giorni precedenti sullo stesso fondo era  divampato un piccolo incendio.

Nel pomeriggio di mercoledì 28 giugno, le fiamme avevano interessato tre alberi collocati  sul confine con la strada comunale Fabrizia. Quando dietro segnalazione telefonica, sul posto era giunto il presidente della cooperativa, la sterpaglia sul ciglio della strada si presentava  bruciata in maniera irregolare e un albero era ancora in fiamme, mentre su altri due danneggiati il fuoco si era già spento. Fortunatamente, nelle ore successive, l'incendio tendeva a non espandersi e ad auto-spegnersi. Non era stato possibile l'intervento dei vigili del fuoco impegnati in altre emergenze nelle località vicine. Più tardi sul bene confiscato erano arrivati i Carabinieri della locale stazione per effettuare i rilievi del caso.

I fatti si aggravano inaspettatamente nella mattinata di Venerdì scorso, quando alcuni soci si accorgono di un albero che sta bruciando. Le fiamme alimentate dal vento si propagano  sul terreno, interessando anche l'adiacente costone. In attesa dell'intervento dei pompieri, chiamati ripetutamente anche dai Carabinieri della locale Stazione sopraggiunti nel frattempo, i soci organizzano con propri mezzi il tentativo di spegnimento: l'impresa appare subito disperata. Le fiamme si propagano velocemente aggredendo uno dopo l'altro l'interno dei tronchi degli alberi, per poi interessare buona parte del terreno. All'arrivo dei pompieri, dopo molte ore, l'uliveto ancora in fiamme appare distrutto per metà: un'ottantina di piante sono completamente arse. Terreni di altri proprietari della zona sono stati interessati da incendi. Per il timore di probabili focolai ancora attivi il terreno è stato sorvegliato nel corso della giornata.

«I danneggiamenti precedenti e in ultimo la distruzione di questo uliveto» dichiara Domenico Fazzari «possono rappresentare un grave impedimento all'opera continua di lotta alle mafie attraverso l'utilizzo sociale dei beni confiscati. Sono in corso le indagini per appurare la dinamica dell'incendio.»

Se dovesse essere accertata la causa dolosa per entrambi gli incendi, si tratterebbe del sesto atto intimidatorio che colpisce la cooperativa.