UN'ESCALATION DI FURTI. RABBIA ED AMAREZZA

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26 giugno 2017 - "Le mafie vogliono togliere l'acqua alle piante, e la vita al territorio. Dobbiamo subito correre ai ripari”. E' la vibrante denuncia del presidente della Valle del Marro, dopo gli ultimi fatti criminosi.

Un risveglio amarissimo per la cooperativa. Nella notte un'escalation di danni su vari terreni, una successione di colpi scoperti la mattina presto e che fanno pensare ad un'unica regia criminale.

Ancora furti con scasso, a breve distanza dall'ultimo episodio. Sotto attacco sempre gli impianti irrigui, in un periodo in cui la siccità non accenna a diminuire. In questo caso, le coltivazioni messe a rischio sono gli impianti di clementine e di kiwi.
Nel Comune di Gioia Tauro, in località Sovereto, dove la cooperativa coltiva diversi terreni confiscati ed anche sequestrati, ignoti hanno saccheggiato le casette nelle quali erano custodite le centraline di comando degli impianti irrigui.
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In un terreno confiscato di 6 ettari, i malfattori si sono introdotti mediante l'effrazione di uno dei cancelli d'ingresso. Quindi rompendo il lucchetto della porta del casolare, hanno portato via il dissabbiatore e altri componenti. Sull'appezzamento la cooperativa ha realizzato nel 2014 un impianto di clementine (Corsica 2) dopo avervi trovato, all'atto dell'assegnazione, niente altro che terra nuda (dell'originario impianto di actinidia, compresi i pali, non c'era più traccia). Un impianto giovane, dunque, e per questo più “fragile” di altri: scontata l'urgenza di ripristinare il sistema di irrigazione.
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E a poca distanza, su un terreno coltivato a kiwi - un bene attualmente sottoposto a confisca di II° grado dove dal 2014 la cooperativa svolge servizi agricoli su incarico del Tribunale delle misure di prevenzione di Reggio Calabria - il furto ha riguardato il quadro elettrico e le quattro saracinesche. Anche in questo caso è stato reso inoperativo l'impianto irriguo e anche qui urge irrigare al più presto.
Nella stessa mattinata, un'altra amara scoperta su un terreno confiscato nel Comune di Gioia Tauro, in località Pontevecchio: rubato il motore per l'estrazione dell'acqua dal pozzo.
Il bilancio sommario dei danni è di circa 4.000 euro di attrezzature rubate.

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“Questi furti mirati e ravvicinati nel tempo” dichiara Domenico Fazzari, presidente della cooperativa, “lasciano immaginare il tentativo pianificato di compromettere il raccolto futuro e scoraggiare l'impegno per il riutilizzo sociale dei beni confiscati.” E aggiunge: “Le mafie non perdono occasione di colpire, quando percepiscono che nella società civile si abbassa la tensione su certe problematiche. Ho la convinzione che le mafie non cessino di cavalcare lo strisciante cinismo che oggi più che mai è presente nel mondo della comunicazione, e che vorrebbe inaridire la spinta ideale necessaria alla lotta contro il fenomeno mafioso. Le mafie vogliono togliere l'acqua alle piante, e la vita al territorio. Dobbiamo subito correre ai ripari.”

Sugli episodi criminosi le Forze dell'ordine hanno avviato le indagini. Per domani è prevista in Prefettura la riunione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica.

“Siamo arrabbiati e amareggiati” aggiunge Antonio Napoli, vice-presidente della cooperativa “ma fiduciosi nell'azione di contrasto dello Stato e nell'indignazione della società civile che reagendo tempestivamente, può veramente porre fine al sistema mafioso.”